Gilberto Antiga Photography

Diario di un (breve) viaggio in Sicilia – Parte 4 – Trapani, Marsala, Segesta e Scopello

Trapani

A Trapani arriviamo nel tardo pomeriggio e dopo una lunga giornata. Decidiamo di farci due passi per il centro e lungo il bellissimo lungomare sulla costa a nord. Consiglio per coloro che vanno a Trapani in macchina: nel centro città i parcheggi sono a pagamento, ma nella zona all’estremità ovest, attorno alla capitaneria di porto, ci sono svariati posti gratis (in particolare sono verso la fine di Via Amm. G. Francese, Via dei ranuncoli e via Cristoforo Colombo).

Per cena decidiamo di mangiare all’osteria “La Lanterna” (lungo l’ennesimo Corso Vittorio Emanuele): un’ottima insalata di polpo freschissima (mamma che buono il polpo…) e un la specialità del trapanese: il cous cous di pesce.


Marsala (Marsa Allah)

Marsala, inutile dirlo, è famosa a tutti per il suo vino da dessert, così denominato dal luogo di produzione e di esportazione, incominciata alla fine del XVIII secolo dall’inglese John Woodhouse. Storicamente è stata una delle più importanti basi puniche in Sicilia, ultimo baluardo che venne conquistato dai Romani dopo 10 anni di assedio, i quali ne fecero la principale base navale del Mediterraneo centrale. Dopo un periodo di declino, venne conquistata dagli Arabi, che la chiamarono Marsa Allah, da cui il nome Marsala. Avvicinandoci di più ai nostri giorni, Marsa Allah (ma quanto mi piace chiamarla così!) è su tutti i libri di storia perché è qui che l’11 maggio 1860 sbarcarono Garibaldi e i suoi Mille.

Oggi il centro storico è ben conservato e tenuto all’interno del quadrilatero delle mura cinquecentesche. La zona è quasi tutta pedonabile, e merita davvero di passarci del tempo. Se state cercando un posto dove mangiare, assolutamente consigliata è la paninoteca Quimera! Panini fantasmagorici! C’è davvero l’imbarazzo della scelta e sembrano tutti buonissimi, fatti con tutte specialità km 0! Ci fosse un posto così vicino a casa, praticamente mangerei solamente panini. Dovete proprio andarci. Nessuna discussione. Andateci. Punto. Adesso.


Le saline tra Marsala e Trapani

Capitolo a parte sono le saline tra Marsala e Trapani. Facciamo parecchi giretti per capire dove potrebbe essere la migliore location per la foto del secolo, e il posto che alla fine scegliamo è lungo la strada costiera, pochi chilometri a Nord di Marsala, dove ci sono gli imbarcaderi per la vicina isola di Mozia (se avete tempo, penso sia una tappa obbligata; mi dispiace alquanto non esserci stato). Noterete subito il posto: ad un certo punto ci sarà un parcheggio e un bel mulino tutto ristrutturato, che si può visitare. Non solo! Potete fare anche una bella visita guidata proprio dentro le saline, e se lo fate alla sera, lo spettacolo è assicurato…il tramonto sulle saline è davvero emozionante. Come al solito la masnada di turisti rovina l’atmosfera (soprattutto quelli che sono lì per l’aperitivo serale al locale lì attaccato), ma non ha importanza.


Segesta

Siccome siamo persone molto dedite alla cultura (ahahah!), Segesta è una tappa obbligatoria! Il centro archeologico è arroccato sul monte Bàrbaro, in una posizione che domina un vastissimo territorio. Dell’antico centro abitato rimane poco…sono in corso gli scavi, ma si vedono affiorare solo un po’ di muri, per cui è tutto lasciato all’immaginazione del visitatore. Ciò per cui è forse più famosa è il tempio, che incredibilmente è rimasto intatto dal V secolo a. C. (il meglio conservato di tutta la Sicilia). Bellissimo anche il teatro (III secolo a.C.), che sorge in cima al monte. Di insolito c’è che è rivolto a nord, probabilmente per poter far godere il panorama mozzafiato sulle colline e sul mare in lontananza. D’estate si svolgono rappresentazioni teatrali di drammi classici, per cui se volete assistere, informatevi prima sugli spettacoli!


Scopello

Ormai giunti alla fine del nostro tour, siamo veramente esausti. Il calore, non so bene per quale ragione, diventa insopportabile, e anche solo fare quattro passi dal centro ad una delle cali incantate, sembra uno sforzo titanico. Scopello ha da offrire questo: un botto di spiaggette e cali.

La tonnara

La zona più famosa e più spettacolare è sicuramente la tonnara, con i pittoreschi faraglioni. Ma sussistono diversi problemi: l’ingresso alla tonnara viene 4 € a testa e non si può uscire per nessun motivo durante il giorno, altrimenti ti tocca ripagare il biglietto d’ingresso. Se si va tardi la mattina, si è costretti su una piana di cemento terrificante, ed in ogni caso la quantità assurda di persone rende il tutto insopportabile. In più non si possono nemmeno fare foto, se no ti staccano la testa. Infine, per mettere l’auto da qualche parte, esiste un comodo parcheggio che però vi costa altri 5€ tutta la giornata. Contando che probabilmente dormirete a Scopello, avrete sicuramente già pagato altri 5€ al giorno per lasciare la macchina nel grande parcheggio fuori dal centro del villaggio. Insomma una salassata per stare appiccicati come sardine.

La riserva dello zingaro

Come alternativa c’è la famosa riserva naturale dello Zingaro. Anche qui c’è la tassa di ingresso di 3€, dopodiché potrete addentrarvi quanto volete e raggiungere la cala che vi piace di più. Sebbene ci sia da camminare, è pienissimo di persone anche lì.

Il giardino del re: Sergio ed Helga

Ciò che però vale sicuramente di menzionare, è l’alloggio da Segio ed Helga, in quello che Sergio chiama il “Giardino del Re”. Il Giardino del Re non è altro che una bella chiazza di verde intenso che spunta alle spalle del villaggio. Si tratta di un agrumeto e altre coltivazioni di cui si occupano Sergio e fratello. Persone squisite, Sergio e la moglie (austriaca) Helga, ci hanno fatto sentire come a casa: ci hanno mostrato il bellissimo giardino, hanno colto delle arance direttamente dall’albero (le cosiddette “primizie”, cioè quelle arance che sono ancora verdi, ma che all’interno sono mature. Ci vuole occhio per riconoscerle, ma Sergio lo fa con una naturalezza disarmante) e hanno raccolto delle melenzane che sono state poi grigliate e servite (mamma che buone!). Un’accoglienza che non dimenticheremo e che ci ha permesso di rilassarci a dovere per riprenderci dalle precedenti fatiche.


Conclusioni

Per chi non fosse stato mai in Sicilia, la consiglio caldamente. Paesaggi unici, atmosfere tipo “Il Gattopardo”, persone ospitali e gentili, cibo buonissimo, prodotti freschi e gustosi. Cosa che non guasta infine: è economica. Che voi stiate cercando mare, cultura, o enogastronomia non importa. La Sicilia ha talmente tanto da offrire che di sicuro non potrete annoiarvi!


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