Gilberto Antiga Photography

Agrigento

Così, dopo aver passato venerdì sera e il sabato a Palermo, decidiamo che il duomo di Monreale lo visiteremo un’altra volta (se avete tempo, andateci). Domenica mattina partiamo per Agrigento percorrendo la “temutissima” SS189. Ho appositamente virgolettato “temutissima” perché in molti me l’avevano descritta come una strada orribile. In effetti è spiacevole trovare lavori in corso e corsie a senso unico regolati da semafori ogni 15 km, ma nel complesso abbiamo impiegato al massimo 1h e mezza per coprire la distanza tra Palermo ed Agrigento. Lavori in corso a parte, la strada in realtà è bella e ti permette di attraversare un suggestivo paesaggio siciliano, arso dal sole, punteggiato di verde qua e là, a segnalare la presenza di agrumeti.

Parlando di Agrigento, potremmo dire che non c’è molto da vedere. La guida della Sicilia della Lonely Planet addirittura descrive la città come molto brutta (o qualcosa di molto simile), ma direi che sta esagerando. Ciò che potete apprezza in città è fondamentalmente tutto situato ai lati di via Atena, la principae arteria storica. Di particolare e caratteristico posso segnalare la via dell’arte (vedi foto). Consiglio anche di fermarsi al Caffè Concordia  per assaporare un bel bicchiere di vero latte alle mandorle (e non quella roba al sapore di mandorle che vendono nei supermercati), o una delle loro granite, o ancora la brioche con il gelato.

La Valle dei Templi

È chiaro che quando si parla di Agrigento, tutti pensano istintivamente all’area archeologica della valle dei Templi. E a tal proposito potrebbe essere utile questa segnalazione: nel periodo estivo (almeno ad agosto, non so negli altri mesi), l’area è aperta ad orario continuato fino alle 23.00. Per cui è caldamente consigliato di andarci attorno alle 17.00 della sera, e starci fino ed oltre al calare del buio.

La luce del tramonto è davvero qualcosa di unico, e guardare i templi illuminati nella notte è molto suggestivo. Peccato per la calca allucinante che ci ha accolto. Attenzione che nei parcheggi ci sono dei tizi che propongono di farti salire su un bus navetta che ti porta fino all’entrata principale dell’area archeologica, per un modesto prezzo. Ecco. Evitate proprio di salirci, perché l’area è tutta collegata e regalare soldi così non è il caso. A meno di inabilità fisiche importanti, fatevi due passi a piedi. L’area è grande, ma nulla di trascendentale.


Sciacca

Panorama dalla basilica di San Calogero

Vi chiederete…perché Sciacca? Che c’è di così interessante a Sciacca? Beh…dopo tutto questo muoversi, abbiamo proprio bisogno di una piccola pausetta di mare. Sciacca fa al caso nostro perché si situa proprio tra Agrigento e il nostro successivo appartamento in affitto, Trapani. Per chi è alla ricerca del mare, ci sono molte spiagge per tutti i gusti. Ma ha anche altro da offrire. Tre sono le cose che più mi sono piaciute:

  1. La focaccia dal 1990/La focaccia 2.0: una paninoteca a cui non si può rinunciare! Ci sono dei tempi di attesa piuttosto lunghi (abbiamo dovuto aspettare circa 40 minuti all’ora di punta la sera), ma i panini sono eccezionali. Abbiamo provato il “fritto misto” con le famose panelle (frittella di farina di ceci) e ancora il più famoso panino con la milza! Mamma che bontà! Per chi volesse un paragone tra milza e qualche altra carne, potrei dire che forse si avvicina di più al cuore della vacca, ma molto più saporito. Da provare;
  2. Il complesso della basilica di San Calogero: situata sul monte Kronoio (altitudine m 395 slm), da lassù si gode un gran panorama. Attorno alla basilica esiste un insieme di edifici che fanno parte di un esteso complesso termale che oggi, per motivi a me sconosciuti, è chiuso. Un bello spreco;
  3. Sciacca è famosa per gli oggetti di ceramica dipinti a mano. E noi abbiamo acquistato dei regalucci per amici e parenti (soprattutto mia mamma, che è patita per questo tipo di oggetti) da un artigiano locale di nome Giuseppe Trapani. Ci sono diverse altre botteghe lungo il corso principale della città, a voi la scelta!
Una nota di colore

Effettivamente una cosa ancora manca…il B&B Porta di Mare! A parte alcune cose non molto ben funzionanti come il WiFi, ciò per cui lo voglio citare è la colazione! Il proprietario (Michele) è un chiacchierone molto simpatico e molto dedito al suo lavoro. Prepara lui di persona la colazione con tutti prodotti che produce lui: pane con diversi tipi di marmellate, pane cunzato (altra tipicità di queste zone che dovreste provare) e, attenzione attenzione, una brioche con il ripieno di crema pasticcera (sempre fatta da lui) o di crema al pistacchio (davvero eccezionale). Michele vi chiederà quale delle due preferite, in modo da prepararle la mattina stessa!

Per un motivo o per l’altro, un giro a Sciacca vale la pena di farlo!


Sambuca di Sicilia

Ecco…questa è una deviazione dall’iniziale itinerario. È venuta fuori da uno dei tanti discorsi con Michele. Sambuca è un piccolo comune che ha vinto, nel 2016, il titolo di borgo più bello d’Italia. Per questo abbiamo ritenuto che un giro dovevamo farlo. In effetti è molto bellino, posto su di un piccolo monte, da cui si può ammirare il paesaggio circostante. Molto pulito e ordinato, merita un giretto tra le viuzze. Se però il tempo che avete a disposizione non è molto, passate oltre!


Erice

Erice è una perla che dev’essere visitata senza dubbio alcuno. Il suo piccolo centro si adagia sulla sommità del monte San Giuliano, che fu, per molto tempo, l’unico punto di riferimento visivo per i naviganti a ridosso delle isole Egadi. Dicono che dalla sua cima, nelle giornate più limpide, si possa vedere addirittura la sommità dell’Etna. Il borgo che si può apprezzare oggi, è risalente all’epoca medievale, e da allora è rimasto praticamente intatto. Si racconta sia stata fondata dal figlio di Venere e di Bute, Erice, re dell’antica popolazione degli elimi; la città passò poi ai cartaginesi, ai romani, agli arabi e poi ai normanni.

Il borgo di Erice è piccolo, e lo si visita tranquillamente tutto a piedi. Bellissima la vista dalla cima della città, nei pressi del castello di Venere, dove i turisti si accalcano per fare foto e selfies. Un’istituzione del posto è Maria Grammatico, fondatrice della pasticceria più famosa e antica di Erice. Fateci un giro e mangiate i dolci a base di pasta di mandorle, la sua specialità. Ma non fermatevi a quelli…provate tutto! È tutto buonissimo!! E se la trovate in giro, provate a farle i complimenti: nonostante abbia oramai una certa età, tanti tanti anni di esperienza e successi alle spalle, gongola e arrossisce come fosse la prima volta! Che tenerona!

Gli altri capitoli della saga

Palermo

Atterrare all’aeroporto di Palermo è già un’esperienza in sé: il mare, la costa arsa dal sole, i monti a incorniciare l’inquadratura, la pista di atterraggio tutta sabbiosa. Sembra quasi un paesaggio lunare, mistico e diametralmente opposto a ciò che si può vedere in qualunque parte del Veneto.

Il traffico

Da veneto, inoltre, sono abituato ad un traffico stradale intenso ma relativamente disciplinato, lavori in corso ben segnalati, segnaletica orizzontale presente anche nei più sperduti paesini. Affrontare il traffico di Palermo è stato…un bell’impatto! Vie caotiche, auto da tutte le parti, segnaletica orizzontale pressoché assente, rendono l’esperienza di guida un qualcosa di molto “sportivo”. Tuttavia, ciò che più mi ha colpito è la flemma dei palermitani. Sei ad un incrocio? Tu butta fuori il muso della macchina e parti, non c’è problema. Passata la diffidenza iniziale, in realtà il traffico risulta relativamente fluido, regolare e più sicuro di quanto non ci si aspetterebbe. Ci vuole solo un attimo per adattarsi.

Le contraddizioni

Viabilità a parte, Palermo è una città magnetica, sabbiosa, con successioni di cupole e palazzi arabeggianti intagliati nella pietra di tufo. Colpita dal torrido sole, riverbera una luce calda, chiazzata del verde delle palme e dei giardini. Una città ricca di storia e di arte. Sembra che sia stata così da sempre, che nulla sia cambiato con il tempo. Ma è anche una città sporca, trasandata, con cartacce e schifezze anche nelle vie più adiacenti al cuore storico della città stessa. Come se nemmeno i palermitani fossero interessati al decoro della propria stessa città. Dov’è il rispetto per la propria terra? Un vero peccato.

Cosa vedere

Cosa vedere a Palermo? La scelta è infinita…e nel nostro tempo ristretto abbiamo deciso di fare una cernita:

  1. Cattedrale: uno dei più importanti palazzi della città, frutto di una stratificazione di stili prodotta dai molteplici rimaneggiamenti avvenuti durante la sua intera storia, che parte dal 1184, quando fu eretta come cattedrale sui resti di una precedente basilica. Con il tempo è stata poi trasformata dagli arabi in moschea, e di nuovo riportata al culto cristiano dai normanni. La sera è ancora più suggestiva!
  2. Martorana e chisa di San Cataldo: la Martorana (detta anche S. Maria dell’Ammiraglio) è una chiesa normanna del 1143. All’interno è interamente rivestita da splendidi mosaici dallo stile bizantino, da vedere assolutamente. Adiacente ad essa c’è la chiesa di San Cataldo, anch’essa di epoca normanna, di cui rimane la struttura principale, poiché l’interno è totalmente nudo. Se siete fortunati, è possibile che le operatrici che all’ingresso strappano i biglietti, raccontino e descrivano la storia del luogo;
  3. Palazzo dei Normanni/Cappella Palatina: situato lungo corso Vittorio Emanuele, venendo dal mare, un 200 m dopo la cattedrale, il palazzo dei normanni è un’altra meta imperdibile di Palermo. All’interno vi sono l’attuale sala del Parlamento (dove attualmente si svolgono le sedute dell’Assemblea regionale siciliana), gli appartamenti reali, ma soprattutto la cappella Palatina, al cui interno vi sono gli imperdibili mosaici bizantini, risalenti al XII secolo;
  4. San Giovanni degli Eremiti: ancora più in là rispetto al palazzo dei normanni, si erge questa ex chiesa, uno dei più significativi monumenti della Palermo normanna. Non c’è molto da vedere perché della ex chiesa rimangono solamente la struttura grezza e il suggestivo chiostro, ma vale sicuramente la pena farci un giro, anche solo per passeggiare nel cortile ed assaporarne l’atmosfera;
  5. Quartiere di Ballarò: è uno dei più noti quartieri storici di Palermo, dove si trova il mercato permanente, dove trovare una marea di prodotti tipici locali, e dove i commercianti attirano l’attenzione dei passanti a gran voce!
  6. Corso Vittorio Emanuele e piazza dei “Quattro Canti”: non si può non citare il corso principale della Palermo storica. È una semplice strada a due corsie, con dei marciapiedi quasi inesistenti, ma da piazza quattro Canti (lì vicino c’è piazza Pretoria, un giro rapido fatelo pure lì), diventa pedonale. Piazza Quattro Canti è definita così per la presenza delle facciate di quattro edifici che ne delimitano il perimetro. Notabile per la presenza di un posto ottimo per mangiare piatti tipici a prezzi contenuti (ma evitate di andarci nelle ore di punta, è davvero difficile trovare posto): Bisso Bistrot.

Dove mangiare

  1. Bisso Bistrot: appena citato, a livello di piazza dei Quattro Canti. Ambiente informale, prezzi contenuti, da evitare nelle ore di punta per la troppa attesa;
  2. Maledizione non mi ricordo il nome di un baretto che si affaccia sulla piazza della cattedrale (non è pizzeria Katia, è il locale subito a lato), dove abbiamo preso una buonissima granita. Super rinfrescante, super limonosa;
  3. Sfrigola: lungo corso Calatafimi, appena oltre porta Nuova, venendo dalla Cattedrale da corso V. Emanuele, c’è questo posticino carino dove vendono degli ottimi arancini (o arancine) a prezzi onestissimi! Riuscirete a pranzare spendendo niente e rimanendo estremamente soddisfatti;
  4. Carizzi d’Amuri: ecco…questo costa un pochetto. Tanto. Per rendervi l’idea: con 60€ abbiamo mangiato un antipasto (solo io), un primo io un secondo lei, e un dolce. A proposito di dolce, prendete la cassata destrutturata (me la sogno quasi tutte le notte). Il ristorante è gestito da tre fratelli. Servizio eccellente, gentilissimi e disponibili a qualunque chiarimento! Hanno pochi coperti ed è meglio prenotare. Oppure, se siete fortunati come noi, riuscite a trovare un tavolo libero… ma non ci contate troppo!

Le zone ZTL

Se arrivate in auto, sappiate che a Palermo esistono le zone ZTL. Tuttavia non preoccupatevi! Anche voi potrete andare nelle zone a traffico limitato, e sfruttarne i parcheggi. L’importante è che compriate, entro 24h dall’arrivo, la vignetta apposita dal tabaccaio (una vignetta dura 24 h). Se poi arrivate nel weekend come noi, non serve nemmeno (sabato e domenica è tutto free).

Gli altri capitoli della saga

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